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Esperienze Psicomotorio Funzionali in acqua

luglio 6, 2018
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psicmotricità in acquaVissuti relazionali corporei, promozionali alla vita dell’uomo, processi di prevenzione e interventi incisivi di aiuto in favore di soggetti in difficoltà, è ciò che la Psicomotricità Funzionale in acqua può garantire.  In molti possono trarre profitto e vantaggio dall’acquaticità, certamente tutti coloro che presentano disturbi motori ipercinetici o difettivi, impediti o incapaci di una espressione motoria organizzata, conseguenza di semplici ritardi maturativi a causa di repressioni evolutive, lesionali e funzionali, in disagio emozionale e relazionale.  La Psicomotricità Funzionale in acqua è una vera danza fisica, l’acqua contribuisce a facilitare qualsiasi movimento delle parti immerse, conferisce al corpo agilità e grazia, facilita movimenti arrotondati, armonici, ritmati. La persona trova nella acquaticità effetti stimolatori infiniti, informazioni idonee a favorire e regolare processi cognitivi e riequilibri emotivo-affettivi.  Tali obiettivi potranno essere raggiunti con esperienze personalizzate di Psicomotricità Funzionale, garantite da gratificazioni intessute del piacere di stare assieme, e che nel piacere psico-sensoriale offrano coscienza del proprio dinamismo ritmico-respiratorio-cinetico, conoscenza di sé, spinte favorevoli ad alimentare fiducia, prodromo di un sano sviluppo psico-fisico. Gli interventi individualizzati richiedono allo Psicomotricista Funzionale, di osservare i comportamenti di ciascuno, le abilità, l’intensità emozionale per far giungere  la persona alla confidenza con l’acqua senza ostacoli e viverne il benefico influsso, fino a far vivere in una dinamica di gruppo e partecipare con forza vitalizzante al dialogo e allo scambio. La percezione di un corpo in acqua offre ampie opportunità visitazionali per meglio vivere i caratteri propriocettivi ed interocettivi. Sono vive le sensazioni di abbandono, di rilassamento, di mobilità tonica con cui poter definire lo sforzo del muoversi, superare la forza di gravità e godere di un cullamento. Ogni sosta ed ogni moto, ambientano in acqua infinite occasioni esperenziali sostenute dai principi della Psicomotricità Funzionale: l’aggiustamento allo spazio, il conoscere e riconoscere lo spazio, muoversi con una sempre più affinata abilità distributiva nel distinguo di movimenti lenti, rapidi, nel rispetto di un ordito temporale sollecitato dalla musica e perciò dal ritmo e dalla melodia. Un tono muscolare che si affina per rispondere ai limiti del nostro equilibrio: senza sostare sulla stabilità dei piedi sul terreno, senza alcun punto di appoggio, in una situazione di disequilibrio, alla ricerca costante di rintracciare stabilità mantenendo una figurazione in posizione in verticale. In un clima di benessere, di accoglienza, testimoni della nostra abilità e duttilità, in seguito potranno essere realizzate esperienze con l’utilizzo di palle di diversa grandezza il cui lancio direzionato aiuta ad affinare l’orientamento visivo, la distribuzione della forza, l’abilità di estimazione.  Le esperienze permettono di riconoscere l’alternanza ritmica, promuovere un potenziamento toracico e un’organizzazione dinamico respiratoria, con il sostegno o meno di ausiliari galleggianti. Sensazioni stimolo che raggiungono ogni parte del corpo e che contribuiscono a tradurre con efficacia la figurazione corporea nella sua globalità. Aggiustamento e percezione spazio-tempo guidano il proprio dirigersi e ogni coreografia improvvisata o accolta su imitazione come la “foca”, il “bradipo”, “il palombaro”, “la zattera” ed ogni altra rappresentazione che si offre per essere testimoni di ampie trasformazioni organizzative.

Una sostanza, l’acqua, a cui si riconosce la funzione energetico-affettiva, con esperienze per cui il muoversi individualmente, in coppia o in gruppo, e in uno scambio tattile-corporeo e vibratorio, diventa fondamentale per vivere bene se stessi e definire ogni disponibilità alla relazione, ogni scambio di intesa e di sfida fino a proporsi in attività di gioco in squadra in cui si consolida il principio leboulsciano dello sport educativo. Le esperienze di acquaticità e il gioco in acqua hanno con ciò il privilegio di amplificare effetti esperenziali di prevenzione e di recupero delle potenzialità, proprio come recitano i principi della Psicomotricità Funzionale.

Guido Pesci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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