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Il pensiero sistemico in Psicomotricità Funzionale

luglio 6, 2018
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jean le boulch lezioneIl pensiero sistemico, attraverso i concetti di interdipendenza, feedback e auto-organizzazione, si prospetta oltre i limiti della visione oggettuale per incentrarsi legittimamente sulla visione processuale della realtà. La rigida causalità lineare (causa-effetto) lascia il posto alla circolarità, al principio di interdipendenza globale in cui il mutamento di una parte modifica il sistema globale che a sua volta ne modifica la parte, fino a che il sistema non si stabilizza.  I componenti del sistema sono interconnessi in un’unica rete di relazioni e la variazione nello stato di un elemento si riflette sugli altri e sul sistema definito da solidarietà connettivante.  Totalità e interrelazione sono quindi le caratteristiche che particolarmente costituiscono l’organizzazione degli elementi della struttura sistemica. “Ci sono delle unità di funzionamento rappresentate da un sistema e questi sistemi si trovano in interrelazione gli uni con gli altri, per quanto riguarda l’organismo umano abbiamo un insieme di organi per la nutrizione, un insieme di organi che corrisponde alle funzioni relazionali, e quelli della riproduzione. La concezione sistemica è globalista perché la caratteristica di un sistema è quella di essere un complesso globale, ma ciò che è interessante è che questa concezione porta ad analizzare all’interno del sistema i vari componenti e realizzare come modificare uno dei componenti di quel sistema riequilibrando l’insieme del sistema stesso. Il principio sistemico, contrario ad ogni logica lineare, è sostenuto da una visione complessiva dalle interrelazioni che modellano il comportamento dei sistemi in modo da agire in sintonia e renderli più efficienti. Accorda la scoperta di altri elementi del sistema che sono connessi a quello in esame, che tipo di influenza esercitano e come agiscono i collegamenti, in modo da evitare di concentrarsi sul problema e cercare di risolverlo per indirizzarsi invece verso ciò che impedisce il buon funzionamento.

Ciascuna persona vive dentro un sistema più o meno esteso, complesso e interconnesso, e nell’inseguire il principio sistemico è possibile individuare correttamente le responsabilità, capire la causa profonda degli eventi, dare una risposta alla domanda sul perché succede quel che succede e sugli eventi controllati col minimo dispendio e con la massima efficacia”(Le Boulch, UPD).  “Il sistema, e ciascuno di noi lo è, è possibile affrontarlo solo sistematicamente, ignorare questo principio significa adottare soluzioni sintomatiche, orientate a risolvere o “curare” gli inconvenienti di quel momento, ma che lasciano intatte le cause sottese che non tarderanno a ripresentarsi causando altri guai. Il ragionamento di tipo sistemico richiede di considerare la molteplicità delle strutture e delle funzioni, l’inter-funzionalità e l’interrelazione delle diverse manifestazioni, e si differenzia da quei modelli che studiano il movimento per definire l’intelligenza o al contrario studiano l’intelligenza per definire l’attività motoria e traducono il comportamento in termini meccanici e associazionistici”(Pesci, 2012, p.30). L’organismo è considerato da Jean le Boulch un sistema in cui ognuno degli elementi è in interrelazione con gli altri e la modifica dell’uno provoca una variazione dell’insieme che a sua volta, essendo necessariamente in rapporto con gli altri sistemi, stabilisce relazioni con altri differenti sistemi del suo ambiente, i diversi gruppi, la famiglia, le persone, gli oggetti e si sviluppa in relazione agli stimoli che ne riceve.  “La poliedricità sistemica quindi reclama la necessità di intervenire ai fini della prevenzione e del recupero in ogni occasione specie in interventi che sono rivolti alla settorialità irrispettosa del principio sistemico. La fitta rete delle strutture e delle funzioni e la loro interazione, in base a questo principio, permette di trarre consapevolezza per il dominio di una dimensione educativa improntata sui valori dell’intenzionalità legata all’affettività, all’estetica, al movimento e parafrasata dalla condotta osservata con un lavoro sistemico sulle funzioni e sulle funzionalità” (Pesci, 2011, pp.109-110).  Il principio sistemico è semplice e si può facilmente applicare, ma per raggiungere una efficiente qualità dei risultati è necessario avere acquisito molta esperienza, non un effetto topico, un’azione a livello locale, ma un effetto sistemico capace di entrare nei distributori delle azioni, influenzarli e incidere efficacemente con un costo energetico ridotto.

Nell’azione corporea vi è dunque sempre integrazione fra cognitivo, affettivo-relazionale e corporeo, questi sono gli aspetti sui quali poggiano gli obiettivi funzionali e al tempo stesso le attenzioni pedagogiche di Jean Le Boulch. All’importanza degli aspetti relazionali si aggiungono e si coniugano, per un aggiustamento che consente la conquista dell’organizzazione corporea, la funzione energetico-affettiva e le funzioni operative, e le funzioni di percezione che a partire dai recettori sensoriali, rappresentano e determinano il processo percettivo delle informazioni. Psicomotricità funzionale ed educazione, dunque, si intrecciano in un costante dinamismo sostenuto dal criterio di insieme sistemico delle funzioni che, non dimenticando alcun elemento, stimola la persona per favorirne lo sviluppo armonico e potenziarne le abilità fino ad un rinnovamento e adeguamento alla vita.

Guido Pesci

 

 


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