Psicomotricità Funzionale a Gibuti

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La Scuola Jean Le Boulch è arrivata nel corno d’Africa a Gibuti grazie all’intesa condotta da suor Michela Carrozzino, rappresentante internazionale dell’ISFAR-Formazione Post-Universitaria delle Professioni, con l’Ecoles Catholiques du Diocése de Djibouti, l’Associazione Mediterraneo senza Handicap Onlus, la Libera Università Maria Santissima Assunta-LUMSA, l’ADEP Association Djiboutienne de l’Einseignement Privé e L’UNICEF. Il Progetto “Scuola per tutti” ha l’obiettivo di formare gli insegnanti perché possano garantire una scuola inclusiva senza distinzioni. Nel mese di ottobre 2015 le professoresse Letizia Bulli e Paola Ricci, docenti della “Scuola Jean Le Boulch” diretta dall’ISFAR, e rappresentanti del Consiglio Direttivo dell’ASPIF Associazione Psicomotricisti Funzionali, hanno condotto una formazione con l’intento di fornire agli insegnanti conoscenze e abilità nel saper leggere le potenzialità e gli stati di necessità di ogni allievo e indicare loro le modalità di intervento per aiutarlo a trovare aggiustamenti utili.

Gli incontri condotti dalle professoresse Letizia Bulli e Paola Ricci sono stati sostenuti dall’alternanza di momenti teorici e pratici, lungo un percorso legato allo sviluppo posturale, motorio, cognitivo e affettivo del bambino attraverso le tappe dello schema corporeo:

0-3 anni corpo vissuto

3-6 anni corpo percepito

6-10/12 anni corpo rappresentato

Questi gli argomenti affrontati:

1° giorno -> Teoria =

Introduzione alla metodologia: Concetto di sviluppo e obiettivo degli apprendimenti. Concetto di unicità dell’individuo. Schema biologico-sistemico; l’essere umano è un sistema alla continua ricerca del suo equilibrio con l’ambiente con il quale interagisce. Lo sviluppo neurologico del bambino e l’influenza sul suo sviluppo relazionale, tonico-posturale, coordinativo motorio, cognitivo e affettivo. 1^ Tappa dello sviluppo: Corpo Vissuto da 0 a 3 anni; maturazione del SNC e del SNP; il bambino impara attraverso le esperienze per tentativi ed errori; analisi delle sotto-tappe posturali, motorie e coordinative, cognitive e affettive. Importanza dell’approccio educativo attivo dove la persona è protagonista della sua azione e che propone esperienze sempre positive nel riconoscere le potenzialità e gli interessi della persona.

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Pratica =

Esperienze di coordinazione oculo-manuale per tentativo ed errore, percettivo-motorie e con programmazione mentale per individuare globalmente le differenze nelle esperienze proposte. Esperienze di utilizzo dello spazio per comprendere il significato di apprendimento per tentativo ed errore. Esperienze di controllo tonico nell’aggiustamento allo spazio.

2° giorno -> Teoria =

2 ^ Tappa dello sviluppo: Corpo Percepito da 3 a 6 anni; l’apprendimento legato allo sviluppo neurologico della corteccia cerebrale permette la conoscenza percettiva in due direzioni: attraverso i 5 sensi, verso la conoscenza del mondo esterno (spazio, tempo, spazio-tempo) e attraverso i recettori sensoriali propriocettivi, verso lo Schema Corporeo Cosciente (interiorizza-zione delle percezioni corporee) e il riconoscimento delle proprie emozioni. Stadi dello sviluppo cognitivo: senso-motorio (da 0 a 2 anni); reazioni circolari primarie, secondarie e terziarie; la funzione simbolica e le sue ripercussioni sullo sviluppo cognitivo; importanza dell’imitazione. Visione del video 0-3 anni esperienze senso-motorie di esplorazione.

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Pratica=

Esperienze di equilibrio dinamico e statico: Esperienze di aggiustamen-

to allo spazio e percezione dello spazio ben riempito. Esperienze di coordinazio-ne oculo manuale per tentativi ed errori (globale) e per programmazione mentale (cognitiva).

3° giorno -> Teoria=

3^ Tappa dello sviluppo: Corpo Rappresentato da 6 a 10/12 anni; lo sviluppo neurologico della corteccia cerebrale permette ora di mantenere a memoria concetti più complessi e di poter adattare il movimento in relazione ad una idea precedentemente programmata. Dalla dominanza manuale alla lateralizzazione fino allo spazio orientato. Stadi dello sviluppo cognitivo: pre-operatorio (da 2 a 6 anni), il pensiero pre-concettuale; lo sviluppo del disegno; lo sviluppo dell’attenzione.

Relazione fra attenzione-tono. Importanza della funzione cognitiva-simbolica e ripercussioni sull’inten-zionalità.

Esperienze coordinative e relazioni con l’ambiente che determinano lo sviluppo del linguaggio. Ripercussioni su

lettura e scrittura.

Pratica=

Esperienze per sottolineare le differenze fra vissuto e percepito: equilibrio dinamico e statico, percezione dell’equilibrio (base di appoggio, dondolamenti, rotazioni…). Esperienze per la coordinazione oculo-manuale con oggetti di uso comune come la carta e percezione della dominanza nella coordinazione occhio mano. Esperienze per la percezione nella dissociazione tonica.

4° giorno -> Teoria=

Breve schema riassuntivo delle principali funzioni e delle loro interazioni nel processo di sviluppo nonché ripercussioni sugli apprendimenti scolastici (relazione <-> attenzione <-> capacità di aggiustamento globale e/o con programmazione mentale e/o percezione).

Visione del video riassuntivo sulle esperienze dei prerequisiti scolastici.

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Pratica=

Esperienze di aggiustamento e percezione dello spazio topologico, euclideo e rappresentato. Esperienze di lateralizza-zione e per lo spazio orientato (la destra e la sinistra nell’altro, il prima e dopo …). Esperienze di vissuto, percepito e rappresentato sulla funzione di aggiustamento del tempo: pulsazione, sdoppiamento, cellula ritmica.

Rappresentazione spazio-temporale del tempo con i fogli a terra e utilizzo di giochi simbolici per arrivare alla costruzione di lettura e scrittura. Giochi di coordinazione oculo-manuale con rappresentazione mentale a tre. Utilizzo dei simboli attraverso gli oggetti, i gesti e le parole.

Analisi di alcune esperienze proposte dai corsisti.

Alla fine del corso Letizia Bulli e Paola Ricci hanno fornito ai rappresentanti delle varie scuole presenti del materiale utile a realizzare esperienze concrete con i bambini. Il materiale raccolto in Italia anche grazie al sostegno di colleghi-amici, includeva palle grandi e piccole, palle per rotolamenti, palline da tennis, palline morbide grandi e piccole, palloni Bobath, palloni con maniglia, macchinine, basi per giochi di equilibrio, corde e nastri elastici e un piccolo canestro.

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Nell’occasione le docenti si sono rese disponibili ad effettuare delle Analisi Funzionali su alcuni bambini proposti dalla Caritas locale per valutare le possibili strategie di intervento da lasciare in eredità alle operatrici.

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L’esperienza si è conclusa con visite ad alcune strutture e scuole dove le insegnanti hanno richiesto consigli pratici di esperienze adatte alle varie situazioni da loro affrontate e fatto vedere in concreto un intervento su un gruppo di bambini.

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