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Psicomotricità Funzionale e aggiustamento globale

luglio 12, 2018
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allievi in palestraQuella di aggiustamento è una funzione del S.N.C. che permette alla persona di adattare la propria azione agli stimoli ricevuti dall’ambiente, si distingue in funzione di aggiustamento globale e funzione di aggiustamento cognitivo. Riguardo all’aggiustamento globale, in funzione dell’età del soggetto e del suo sviluppo funzionale si possono stabilire due livelli distinti per quanto riguarda l’aggiustamento globale: l’aggiustamento impulsivo, un tipo di aggiustamento in cui vi sono una serie di scariche toniche o movimenti mal controllati e l’aggiustamento controllato, che viene raggiunto dal soggetto nel momento in cui riesce a padroneggiare la propria tonicità (sarebbe auspicabile che l’aggiustamento di tipo controllato venisse raggiunto al termine della scuola dell’infanzia). Il controllo tonico mira a far passare l’aggiustamento da impulsivo a controllato. La funzione di aggiustamento globale, inizialmente, si attua a livello delle strutture riflesse per lasciare poi il posto, con l’evolversi della maturità neurologica, a coordinazioni controllate dall’esperienza corporea. Nel desiderio di offrirci un chiaro percorso delle funzioni di aggiustamento globale, Jean Le Boulch ha richiamato l’attenzione sul fatto che la motricità nella vita intrauterina precede la sensazione e l’organizzazione motoria, la prima delle organizzazioni, si modifica in seguito all’apporto dei dati sensoriali, poi di quelli percettivi e infine di quelli cognitivi. Ciò contrasta con quanto sostenuto dalla corrente comportamentista, perché non c’è stimolazione e risposta, c’è l’attività propria dell’organismo che si sviluppa da quanto resta di primitivo, ovvero il movimento. L’aggiustamento globale sensorio-motorio, sostiene Le Boulch, non è riconducibile a quello che Jean Piaget ha definito “intelligenza senso-motoria”, esso è illuminato da un’attività mentale, forse non tanto nelle sue prime manifestazioni, ma sicuramente quando il bambino è in grado di avere una rappresentazione mentale dell’oggetto, quando nell’attività d’aggiustamento globale avrà coscienza dello scopo, dell’obiettivo che vuole raggiungere. Ciò gli permette di interiorizzare i primi automatismi e di inserirsi nel reale. L’aggiustamento globale quindi si evolve fino a comprendere tutte le esperienze promosse dall’ambiente e dall’aggiustamento percettivo con dati percepiti dall’esterno o dall’interno di sé, fino a raggiungere un migliore controllo energetico, e che riguardano: gioco ed espressione libera, aggiustamento nello spazio, equilibrio e aggiustamento posturale globale, coordinazione oculo-manuale, coordinazione dinamica generale, aggiustamento con la musica, aggiustamento per mezzo di giochi con regole. “Nel lavoro di aggiustamento globale occorre attivare l’insieme dei centri riflessi e ciò richiede una attività psicomotoria funzionale collegata alla sfera affettiva più che alla sfera razionale, consapevoli che il ragionamento, a questi livelli, può soltanto perturbare il funzionamento del sistema. Perché il sistema mantenga la sua efficacia bisogna che l’attività di questi centri resti globale e spontanea, una spontaneità controllata, poiché a questo punto interviene il tono di base e sappiamo che se il tono di base è troppo elevato, allora siamo nel campo dell’energia caotica, inefficace, propria degli instabili motori e che richiede un’azione preventiva e di recupero condotta con particolari attenzioni, tesa a ripristinare un equilibrio tonico, permettere al bambino di organizzare nel miglior modo tutta la sfera riflessa dei suoi centri nervosi” (Le Boulch, ISFAR UPD).

Guido Pesci


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