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Psicomotricità Funzionale e Tonematica Comunicazionale®

luglio 9, 2018
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Tonematica La Tonematica Comunicazionale® si basa su di un criterio metodologico che, appellandosi alla respirazione e ad ogni suono emesso con l’ausilio degli organi fonatori in quanto mezzo di espressione destinato a trasmettere con autonomia pensieri e sentimenti, insegue lo sviluppo dell’uomo per mezzo di un’azione sull’uomo, tenendo conto del suo processo di crescita e di mutazione.  Si riferisce ad un procedimento globale che tiene presente gli sforzi d’aggiustamento del soggetto nelle diverse situazioni in cui egli è chiamato a risolvere il problema in base a quella situazione e contribuisce all’organizzazione funzionale e alla condotta dell’atteggiamento umano. La Tonematica Comunicazionale incontra nella Psicomotricità Funzionale una grande opportunità per promuovere l’abilità tonica, motoria e spaziale, quei movimenti minimali destinati nello spazio, arricchiti dalla prosodia in una melodia caratterizzata dagli effetti tonematici distinguibili per emozioni. Del linguaggio verbale essa esprime aspetti significativi che trovano una loro prima enunciazione nei vocalizzi (definiti anche vocalizzi tonematici) e uno sviluppo successivo di espressioni idonee ad incentivare le variazioni prosodiche o intonazionali a più livelli gerarchici, distinzioni, opposizioni tonematiche, tono, ritmo, durata, accento; un contributo questo in cui si fondono espressioni dichiarative per mezzo di suoni fono-tonematici, modulazioni e tonalità dagli effetti significanti differenti. Patrimonio essenziale è la mobilità della voce, il messaggio per giungere ad un effetto espositivo con modulazioni sonore efficaci che perseguono una sonorità risultato delle strutture anatomiche e delle funzioni in grado di emettere suoni e modularli.  Si tratta di manifestazioni distinte da variazioni ampiamente influenzate dall’accento dinamico, dall’accento di intonazione, dalla durata, prettamente esplicative del desiderio di inviare il messaggio sonoro. Essendo la respirazione quella complessa funzione fisiomeccanica, psicocinestetica e senso-percettiva, in stretta connessione con le dinamiche psico-affettive, le esperienze sulla tonematica comunicazionale garantiscano espansioni di relazione ed offrono un significativo e insostituibile contributo alla respirazione e alla voce per una modula­zione sonora affettiva. Il nutrimento derivato dalla respirazione e l’atto ritmico-cinestetico che si compie è per l’uomo il fondamento psico-fisico della vita.La voce è il prodotto sonoro che precede evolutivamente la parola ed è capace di offrire una espressione dagli andamenti melodici, prosodici, timbrici e temporali. Essa può essere definita afona, angelica, argentina, bianca, calda, delicata, dolce, fievo­le, fioca, flebile, limpida, morbida, nasale, rauca, soave, soffo­cata, sommessa, sonante, sottile, squillante, stentorea, stridula, vellutata, ed essere artefatta sfruttando la duttilità dell’organo vocale. L’interessante fenomeno della voce genera suoni articolati nel parlare, cantare, urlare, esprimere versi, la voce è il suono influenzato e prodotto nella laringe, con caratteristiche morfologiche e vibrazioni delle corde vocali, risonanze della trachea, della faringe, della bocca, e delle altre cavità (seni) facciali e craniali, per effetto dell’aria espirata dai polmoni mediante l’occlusione della glottide. Le emissioni di suoni e rumori animano le tecniche della Tonematica Comunicazionale, la persona si trova a sviluppare ruoli diversi, singolarmente o in gruppo, o in formulari dialoganti fino ad un effetto polifonico, in cui ciascuno si identifica nel proprio ruolo e condivide scambi comunicazionali diversi estendendo la propria forma di efficacia. Così suoni ed emozioni si fondono nel dinamismo partecipativo attivo della tonematica comunicazionale che prende vita nello spazio scenico raggiungendo una rappresentazione di scambi promossi da fantasia e creatività in una sfida costante generata dall’impulso di esprimersi con un linguaggio fatto di suoni formati da toni e registri, tremuli e nasali, comunque diversi.

Guido Pesci

 

 

 

 


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