George Demeny, ricerca sulle posizioni del corpo

La Hip Station è una postura di riposo in cui il peso del corpo viene scaricato quasi interamente su un piede, sia sulla gamba sinistra o sulla gamba destra. La gamba portante è diritta e l’altra leggermente piegata; l’anca corrispondente a quest’ultima si abbassa così come la spalla opposta. La Hip Station non è simmetrica; il corpo si deformerebbe se diventasse abituale; deve essere perciò una postura eccezionale e sempre alternata.

-Posizione accovacciata
In questo atteggiamento il corpo è abbassato, appoggiato sulle punte delle dita aperte, con i talloni uniti, le ginocchia semiflesse, il corpo e la testa rimangono dritti. È utile, per rinforzare le gambe, abbassarsi e alzarsi più volte di seguito, ma bisogna evitare di affaticare le ginocchia rimanendo troppo a lungo immobili in questa posizione, e soprattutto accentuando troppo la flessione delle ginocchia.
-Posizione in punta di piedi
Il corpo si solleva in punta di piedi, mantenendo l’atteggiamento facile e flessibile della stazione eretta.

-Posizione divisa
Nelle posizioni divise i piedi occupano varie posizioni a terra. Nell’affondo in avanti e nell’affondo all’indietro, i talloni sono posizionati su entrambi i lati sulla linea che va dalla parte anteriore a quella posteriore; nell’affondo obliquo i talloni sono sulla linea obliqua, mentre nell’affondo laterale i talloni sono distanziati lungo la linea laterale.
In queste diverse asole i piedi restano aperti come nella stazione eretta; vengono trasportati solo parallelamente, in direzione anteriore, obliqua o laterale.

Posizioni dei piedi nei diversi affondi: A-R. linea avanti-dietro: L.R. Stazione verticale; L.l. Affondo avanti; L. Affondo indietro; L.5. Affondo laterale; L.4. Affondo obliquo in avanti; L.5. Affondo incrociato; L.b. Affondo obliquo all’indietro.

 

Le posizioni studiate dal Demeny si possono dichiarare complete, analizzando ogni postura, ogni stazionamento e ogni orientamento sull’asse corporeo ha ben indicato come queste posizioni corporee si modellano e come da esse si coltivi il senso dell’equilibrio e il nostro aplomb; attitudini regolate quindi, con cui Demeny esclude che il suo obiettivo sia solo quello di assicurare che siano i muscoli a garanzia dell’unico vero equilibrio.