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Jean Le Boulch: in dialogo con l’acqua

maggio 21, 2020
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Per avviare gli allievi alle esperienze di acquaticità Jean Le Boulch, era solito sostare sul suggestivo periodo dell’utero-gestazione, quel periodo di vita intrauterina definito “nipiologico” del quale è indispensabile cogliere da tutti quei linguaggi derivati dallo psichismo virtuale proprio del bambino durante l’utero-gestazione e l’etero-gestazione, la grammatica che spiega gran parte della vita umana, in specie i processi consci ed inconsci, quel dialogo incessante fra trasmissioni di emozionalità positive e negative quale è quello che madre e bambino vivono nel dinamismo della loro unità.

L’uomo nel suo vivere intrauterino, in quella vasca in cui si mostra provetto nuotatore e in cui compie i suoi primi passi, è cullato, galleggia e si lascia stimolare, accarezzare, abbracciare, baciare dalle acque dell’oceano di vita cosmica, esperienze che, per il loro valore universale e nutrizionale, dovranno necessariamente continuare anche fuori dall’utero materno.

Attesi i primi giorni utili per la caduta del cordone ombelicale, al bambino sarà garantito il primo bagno e il primo nuoto extra-uterino. Già nel primo mese, il piccolo, sostenuto da un buon rapporto comunicativo, da un nutrimento affettivo positivo offerto da una persona conosciuta ed accettata e sostenuto alla testa, effettua movimenti spontanei con cui mostra piena capacità di galleggiamento. Continuano così le esperienze di acquaticità che saranno sollecitate in un clima di piacere psico-affettivo, premessa per la continuità del dialogo con l’acqua fino a favorire nel bambino, l’evoluzione espressivo-cinetica che gli garantisce una prevenzione reale. Un ampio spettro preventivo perciò quello offerto dall’acquaticità che se, al vivere in acqua, si innestano significative esperienze che favoriscono la funzione psico-cinetica, l’appercezione senso-cinesico-tattile e una meravigliosa funzione fisio-meccanica si può salvaguardare il potenziale emotivo-affettivo e  ristabilire equilibri psico-fisici.

Sono tanti i vissuti esperenziali positivi che può favorire lo Psicomotricista Funzionale che offre sollecitazioni a cui il bambino è chiamato a riferire un contemporaneo interesse; sensazioni tattili, messaggi somato-affettivi e informazioni corporee capaci di creare, assieme ad esperienze fisico-emozionali, importanti modificazioni sull’umore e sulla condotta, ascendenti propulsorie il clima simpatetico. Il contributo tattile e il gioco sinergico fra i muscoli agonistici e antagonistici, procedono in un processo dialogico con lo specialista e con l’acqua, questo corpo avvolgente che offre all’atto respiratorio esperienze armoniche con il movimento permette di vivere intimamente il dinamismo respiratorio e la cinestesi, fino a rendere il soggetto più consapevole delle risposte del corpo attraverso il corpo, un modo profondo di sentirsi e di continuare questa esperienza di vita con maggiore sicurezza.

Guido Pesci

 

 


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