Psicomotricità Funzionale, l’interfunzionalità e l’interrelazione

quadroLa Psicomotricità Funzionale si differenzia dai modelli che studiano solo il movimento anziché l’interfunzionalità e l’interrelazione delle diverse manifestazioni, essa ha il compito di precisare le funzioni su cui intervenire utilizzando il movimento, conoscere i punti di forza e i punti deboli per creare i presupposti per un’esperienza di sviluppo, per risvegliare ogni nuova capacità di adattamento all’ambiente.

Per questo la Psicomotricità Funzionale impone una Analisi Funzionale complessa, rivolta oltre che all’analisi del movimento, all’analisi psicologica e biologica della condotta, a tener conto della fitta rete delle funzioni biologiche, neurologiche e psico-affettive, tre piani su cui muoversi e che corrispondono ai tre quadri funzionali, al  Quadro Biologico, Quadro Neurologico e Quadro Funzionale.  Nei quadri Biologico e Neurologico vengono esposte tutte le funzioni proprie di queste configurazioni, in quello funzionale sono comprese e illustrate le condizioni di interazione tra l’ambiente e le funzioni operative ed energetiche nelle differenti età.

Il Quadro Funzionale rappresenta quindi l’insieme delle funzioni psicomotorie, operative ed energetiche, messe in gioco dall’organismo in interazione con l’ambiente, e illustra  il significato e il meccanismo delle diverse funzioni.  Le Funzioni Operative riguardano tutto ciò che serve per agire nell’ambiente, comprendono la Funzione di Aggiustamento e la Funzione Senso-Percettiva e si evolvono dal periodo della fecondazione fino all’età adulta, si completa quindi con l’analisi dei vissuti che promuovono la percezione del proprio corpo o funzione di interiorizzazione, le tappe evolutive per il passaggio dallo schema corporeo inconscio a quello cosciente e la disponibilità corporea  nella  relazione. La nozione di schema corporeo per Le Boulch, si trova al centro dell’idea di disponibilità che si ha del proprio corpo e nello stesso tempo è al centro della relazione vissuta universo-oggetto. Si può dire perciò che un buon accomodamento al mondo passa attraverso lo stabilirsi di buone relazioni con il proprio corpo.

Il passaggio da uno Schema Corporeo Incoscio a quello Cosciente avviene, secondo Le Boulch, tramite quattro stadi: -Il primo periodo corrisponde a subito dopo la nascita ed è chiamato del Corpo Subìto (0-2 mesi); “subìto” perché il bambino ha un comportamento riflesso automatico, lavora con questi riflessi arcaici, quindi è un funzionamento completamente sottocorticale. A proposito Le Boulch dice:  “Questa concezione è in contraddizione con la teoria psicoanalitica e con quella di Piaget, due teorie puramente intellettualiste, in cui lo sviluppo è comandato dall’alto, dalla testa, la nostra concezione è fenomenologica, noi partiamo da un’ipotesi completamente opposta, partiamo dal basso sostenuti dalla concezione che ad un certo punto il corpo funzioni senza corteccia. Si può essere d’accordo o meno, ma questa è la nostra ipotesi di partenza. Dire che si ha una concezione fenomenologica, non è un’affermazione platonica; ci sono delle incidenze concrete sul piano dell’approccio dei problemi a partire dallo sviluppo che va dal sottocorticale verso una corticalizzazione progressiva. Questo non vuol dire che non si considerino importanti le funzioni cognitive, ma vuol dire che la corticalizzazione prima che si attivi ci sono altre cose che debbono funzionare; potenzialmente c’è già il cognitivo, potenzialmente è un soggetto intelligente, ma in cui l’intelligenza non funziona ancora e quindi non ha influenza sullo sviluppo presente”( J. Le Boulch, UPD “Scuola Jean Le Boulch”, ISFAR-Firenze).

Gli altri tre periodi sono invece quelli propri della cronologia proposta da De Ajuraguerra:

  • Corpo vissuto: da due mesi a 3 anni, è questo il momento della messa atto della funzione di aggiustamento, funzione che permette l’adeguamento delle reazioni posturali e gestuali alle condizioni attuali. Intuizione che il bambino ha del suo corpo, sia statico che in movimento, una disponibilità vissuta a livello affettivo con risposte senso-motorie.
  • Corpo Percepito (da 3 a 6 anni) è il periodo della funzione di interiorizzazione, legata agli aggiustamenti globali, il controllo tonico, scoperta e presa di coscienza e specifica verbale delle differenti parti del corpo, lateralizzazione con dichiarazione verbale  della propria destra e della propria sinistra, affermazione della dominanza laterale, orientamento del proprio corpo.  “Il passaggio dal corpo vissuto a quello percepito è la messa in attività d ella funzione di interiorizzazione che è la capacità del bambino di portare l’attenzione sul proprio corpo e far sì che lo schema corporeo diventi cosciente, a partire da ciò il bambino potrà avere la rappresentazione mentale del suo corpo. Questo periodo del corpo rappresentato è quello che corrisponde a ciò che chiamo l’“immagine del corpo operativo” (J. Le Boulch, UPD “Scuola Jean Le Boulch”, ISFAR-Firenze).
  • Corpo Rappresentato, (oltre i 6 anni) è il momento in cui si va a sviluppare l’immagine del corpo operativo. Dopo c’è la pubertà con l’emergere della sessualità adulta.

Lo schema corporeo è fondamentale per l’azione in generale e ogni alterazione o incertezza, una cattiva strutturazione o turba nello scherma corporeo, può causare un corollario di difficoltà nella relazione soggetto-mondo, tra cui lentezza, goffaggine, incoordinazione e insufficienza nella dissociazione, disabilità nella organizzazione e strutturazione ritmica e spazio temporale, a cui spesso si aggregano sensazione di inadeguatezza e insicurezza nell’agire e nell’essere, alterazioni della motivazione e intenzionalità, con conseguenti alterazioni comportamentali.

Una dimostrazione di quale danno può provocare una scarsa evoluzione dello schema corporeo la possiamo già evidenziare nell’età scolare, nel momento in cui l’allievo necessita di tutte queste  abilità per non incorrere nei disturbi dell’apprendimento a cui può seguire l’aggravante del dramma giornaliero sul piano relazionale e caratteriale.

Le funzioni operative, legate alle funzioni del sistema muscolare, scheletrico, ai sensi (dentro di me), e all’attenzione sugli stadi della strutturazione dello schema corporeo, si completano e si integrano con le Funzioni Energetico-Affettive, gli aspetti relazionali o psico-affettivi (fuori di me), come il soggetto percepisce l’ambiente esterno e come interagisce con esso, elementi che permettono di seguire la legge di concordanza  tra l’attività motoria e il tono.

È da questi quadri che è possibile compiere un’analisi funzionale, osservare la condotta, valutare la qualità della risposta agli stimoli, conoscere i processi mentali che la regolano e l’intenzionalità che conduce all’azione.

Guido Pesci

 

 

 

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