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CORPO-TEMPO

aprile 9, 2019
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DEDICA J. LE BOLUCHIl ritmo si inscrive nel corpo del bambino e in modo particolare nei suoi movimenti, nel corso dell’embriogenesi. I bioritmi dipendono contemporaneamente dalle sue caratteristiche e dall’induzione per sincronizzazione  dei ritmi materni. Dalla nascita, i ritmi corporei, in particolare l’alimentazione e il sonno, devono aggiustarsi alle condizioni temporali imposte dall’ambiente. La coordinazione dei movimenti attiva l’articolazione tra il ritmo e lo spazio nella misura in cui lo svolgimento degli automatismi ritmici non risponde solo a condizioni strutturali interne, ma per la loro giusta corrispondenza anche alle condizioni spaziali in cui essi si svolgono. Se, nel processo di aggiustamento, l’organizzazione ritmica del movimento non viene acquisita, si verifica una mancanza di coordinazione e di abilità.

Noi attribuiamo grandissima importanza al rinforzo della regolarità ritmica del movimento attraverso l’utilizzo della sincronizzazione senso-motoria (…). Nel corso del periodo prescolare, l’aggiustamento motorio si tradurrà in organizzazione sequenziale progressiva della motricità prassica, sarà così possibile la programmazione mentale di azioni successive. Il trattamento dell’informazione temporale avviene innanzitutto a livello del vissuto corporeo.

L’aggiustamento al tempo risulta più precoce della percezione del tempo. La percezione temporale è il passaggio dal trattamento infra-cosciente dell’informazione sonora alla sua analisi cosciente. Essa renderà possibile la sua riproduzione, a partire da una vera operazione mentale corrispondente alla memoria immediata. Allo stadio prescolare, si sviluppa la percezione temporale in collegamento con la motricità prassica ed il linguaggio.

Gli automatismi motori acquisiti attraverso reazioni circolari, dovranno adattarsi agli imperativi temporali imposti dall’ambiente, in particolare nel lavoro in comune, sarà spesso necessario modulare il tempo dei propri automatismi con quello dei compagni. La caratteristica essenziale di un programma motorio automatizzato è la sua ritmicità. Al momento del passaggio dall’aggiustamento impulsivo a quello controllato, si stabilizzerà il tempo personale del bambino; nel periodo prescolare, il suo corretto sviluppo motorio si tradurrà in una armonia dei movimenti, vale a dire che la struttura ritmica di un automatismo verrà mantenuta, malgrado la necessità di utilizzarla in tempi differenti a seconda della possibilità di adattare il proprio tempo  agli imperativi  temporali imposti dall’ambiente.

Al principio dell’età prescolare il bambino vive nel presente e il suo orizzonte temporale risulta limitato; il prima e il dopo vanno di poco oltre l’orizzonte del quotidiano: il passato è poco e l’avvenire lo è ancora meno. Vagamente situate  nel tempo, le esperienze vissute all’interno del contesto familiare o avvenimenti di natura personale (feste, compleanni) o socio-culturali (Natale, Pasqua) fissano delle basi nel passato del bambino. Solo con la progressione del linguaggio si ricostruirà l’ordine temporale degli avvenimenti vissuti (…). L’ordine nella successione impone una costruzione logica che si manifesterà solo al termine di questo periodo. La nostra ipotesi è che questa logica sequenziale si organizzi attraverso il confronto dell’azione con la realtà quotidiana. Un’attività motoria intenzionale orientata verso uno scopo cosciente implica la successione di differenti prassie, corrispondenti a tante tappe che si svolgono in un ordine necessario alla sua realizzazione. Questa organizzazione temporale delle azioni motorie successive, sperimentate nel confronto con i problemi comportamentali posti dalla vita quotidiana, è uno dei supporti fondamentali da cui deriverà il senso della realtà  Se nello stadio prescolare lo scopo dell’attività sequenziale è intenzionale, l’ordine di successione  delle differenti azioni parziali resta infra-cosciente. Solo al termie di questa tappa, il programma temporale dello svolgimento di prassie successive potrà divenire cosciente, grazie al miglioramento della percezione temporale (Jean Le Boulch, Muovement et développement de la personne, Vigot, Paris 1995, traduzione di Guido Pesci). Un libro che Jean Le Boulch mi dona e mi dedica e da dove nell’ultimo rigo (siamo nel 1995) di questa sua opera annuncia il suo “percorso” di Psicomotricità Funzionale®.

Guido Pesci


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