La Psicomotricità Funzionale® per Ri-Cominciare a credere in sé stessi

Testo tratto dalla relazione tenuta al Congresso ASPIF “Professione Psicomotricista Funzionale” il 2 ottobre 2021.

La mia relazione vuol essere un incoraggiamento per tutti quei ragazzi che hanno difficoltà specifiche di apprendimento, e durante la loro carriera scolastica sono stati consapevolizzati delle loro difficoltà e che pensano di essere inefficaci, inefficienti ed inadatti in ogni ambito.
Proprio per questo voglio parlarvi di Daniele (nome di fantasia).
Nel primo incontro Daniele, un ragazzo di 20 anni, viene a studio accompagnato dai genitoriper la richiesta di aiuto, inerente il suo desiderio
di emergere dalla sua situazione di incapacità nell’affrontare un qualsiasi accadimento gli succeda.
Nell’Anamnesi presentatami, è emerso che per tutta la sua carriera scolastica, Daniele è stato accompagnato da accertamento Legge
104/92 art. 3 comma _1, con la modifica nel tempo dei diversi codici, e per terminare con l’ultimo accertamento in cui erano presenti i
Codici ICD10: F81.9, F82, F93.

Come si evince nel DSM-V:

  • F 81.9 Disordine evolutivo delle abilità scolastiche non meglio specificato L’uso di questa categoria deve essere per quanto possibile evitato e limitato ai disturbi non specifici nei quali c’è una significativa disabilità nell’apprendimento che non può essere spiegata soltanto con un ritardo mentale, con problemi di acutezza visiva o con un’inadeguata istruzione scolastica
  • F 82 Disturbo evolutivo specifico delle abilità motorie
    Disturbo nel quale la principale caratteristica è una grave compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria, che non è spiegabile
    interamente nei termini di un ritardo intellettivo generale o di uno specifico disturbo neurologico congenito o acquisito. Tuttavia, in
    molto casi, un accurato esame clinico mostra marcate immaturità nello sviluppo neurologico, come movimenti coreiformi degli arti senza
    appoggio, o movimenti speculari ed altri aspetti motori associati, o ancora segni di scadente coordinazione dei movimenti fini e grossolani.
  • F93 Disturbi della sfera emozionale con esordio caratteristico dell’infanzia
    Accentuazione notevole di alcuni aspetti dello sviluppo normale, piuttosto che fenomeni di per sè qualitativamente anormali. Il fatto che
    il disturbo rappresenti un’accentuazione di un aspetto dello sviluppo normale è usato come caratteristica diagnostica essenziale nel definire
    la differenza tra i disturbi emozionali con esordio caratteristico dell’infanzia e i disturbi nevrotici.
    La prima diagnosi a Daniele è stata effettuata all’età di nove anni per poi aver seguito tutti i vari percorsi indicati dalla sanità per diverso
    tempo, i vari insegnanti di sostegno e l’aiuto compiti a casa.

    Dall’analisi funzionale effettuata, sono emersi i punti di debolezza di Daniele che hanno portato a tutto questo:
    ––SCC assente
    ––Ipotono
    ––Lateralizzazione assente
    ––Dominanza parziale
    ––Equilibrio statico e dinamico da conquistare
    ––Lateralizzazione oculo-manuale crociata
    ––Scarsa Attenzione
    ––Scarsa Autonomia
    ––Scarsa Autostima

Lo scoglio maggiore da superare è stato la consapevolezza delle difficoltà che Daniele ha presente in sé, ma il desiderio di scoprirsi era più forte di ogni altra situazione, è proprio da questo che il percorso psicomotorio funzionale è partito.
Grazie alle conoscenze acquisite durante il corso ho utilizzato un approccio multidirezionale nell’intervento psicomotorio funzionale, si è
proposto attraverso la metodologia il rinforzo della Funzione Energetico Affettiva, per iniziare a farlo credere in lui. Con l’ausilio dei vari
metodi, dalla contrazione e decontrazione dei vari segmenti corporei, alla percezione corporea con l’ausilio anche dell’acqua si è portato
a conoscenza di Sé.
Nella consapevolezza che lo sviluppo di un aggiustamento, che può essere un problema legato proprio alle difficoltà presenti in una
persona, come in Daniele, i problemi legati al controllo del corpo, ma anche legati al controllo corticale, fanno sì che non riesce a percepire e
non riesce ad avere una disponibilità attentiva, in questo caso mi sono mosso, non controllando non bloccando, ma dando opportunità di risveglio prima di tutto della funzione energetico affettiva sotto forma di motivazione e intenzionalità, che viene nutrita proprio da esperienze
finalmente accessibili e che risultano positive, di conseguenza le stesse creano un nutrimento nella persona, attraverso il suscitare una motivazione e una partecipazione attiva, offrendo esperienze dove il soggetto deve fare un piccolo sforzo ma l’obiettivo è raggiungibile.
Questa è stata la strategia che ho messo in campo in quanto, attua appieno i principi della metodologia psicomotorio funzionale, grazie a
questa raggiungibilità Daniele prova e riprova quelle esperienze, creando perciò una volontà e un’intenzionalità sempre più direzionate a
quei punti cruciali riconosciuti nell’analisi funzionale, creando di conseguenza un controllo sempre maggiore.
Grazie alla formazione reticolare che unisce attenzione e tono muscolare, tutte le capacità diventano direzionabili verso l’obiettivo desiderato
e di conseguenza l’attenzione e il corpo cominciano ad essere sempre più funzionali all’efficacia dell’azione.
Ad un certo punto del percorso Daniele ha avuto un grande cambiamento verso l’idea di se stesso, in quanto fino a quel momento risuonavano dentro di lui, tutte le affermazioni che lo avevano posto in quella situazione, tra le quali riecheggiano ancora forti quelle della
professoressa “Daniele dove guardi!! Per aria?!” oppure “Ma è possibile che non riesci a prendere appunti!!”ed anche “Sbrigati, sei
una lumaca!!”.
Solo dopo la presa di coscienza corporea e successivamente di sé emersa grazie alla pratica psicomotorio funzionale effettuata attraverso
anche il metodo Wintrerbert che, come lo ha ideato l’ononimo psichiatra francese e come il nostro Professor Le Boulch ha deciso di indicarlo
come approfondimento nel nostro corso, prevede due fasi, la prima è indicata come “Regolazione del tono mediante movimenti
passivi” e la seconda “Riabilitazione dei Movimenti”.
Per quanto riguarda la prima fase mira ad ottenere uno stato di rilassamento per eliminare resistenze e partecipazione muscolare indesiderata, attraverso dei movimenti passivi ripetuti con lentezza e regolarità ad un segmento dell’arto per procedere con un susseguirsi di
movimenti cadenzati e sempre uguali verso tutte le altri parti del corpo compreso anche il viso e la testa. La ripetizione di questi movimenti
porta ad uno stato di rilassamento e successivamente attraverso il richiamo vocale delle parti del corpo e dei contatti leggeri, alla
conoscenza dello schema corporeo e soprattutto in Daniele, almeno in principio, in quanto aveva difficoltà nella localizzazione delle parti
del corpo.
Quando si è passati alla parte in cui i movimenti vengono effettuati su richiesta ma in autonomia Daniele è riuscito ad ottenere un
rilassamento completo ed anche un apprendimento del suo schema corporeo.
Conseguentemente a tutto ciò e al momento in cui Daniele si è sentito efficace, motivato a rifarlo, motivato a riprovare, e nel momento
in cui appare in Sè il concetto “sono bravo, ce la posso fare, ci riprovo”, il mio contributo è stato quello di creare quelle situazioni
ambientali per andare a sollecitare tutti i vari aggiustamenti necessari in una visione globale della persona, di conseguenza Daniele ha avuto una spinta verso il cambiamento di prospettiva, ponendosi in una modalità di azione e soprattutto prendendo la decisione di riprendere gli studi ed andare all’Università.

Noi ci dobbiamo considerare Ambiente.
Noi siamo Opportunità.