
di Valentina De Marco
Psicomotricista Funzionale®
Il lavoro psicomotorio funzionale favorisce il potenziamento all’ascolto e l’attenzione ai ritmi fisiologici della respirazione e della postura, rispettando e favorendo la libera espressione. Entrando maggiormente in contatto con il corpo e percependolo in costante cambiamento, si può registrare un costante benessere globale. L’esperienza centrale del respiro, in assenza di sforzo, la sintonia con il ritmo della respirazione naturale e con la piena utilizzazione del diaframma, induce uno stato di rilassamento profondo e cosciente. Diminuendo il livello di stress fisico ed emotivo la persona può affrontare con maggiore positività le situazioni difficili. La percezione dell’ambiente e del corpo attraverso la sensorialità riacquisisce la “funzione d’interiorizzazione” rendendo il senso di “apertura dell’Io al mondo” e quindi il senso di efficacia, e rende più funzionale e raffinato l’atto motorio.
Affidandosi alla Psicomotricità Funzionale®, si può favorire lo sviluppo della persona attraverso il movimento e le esperienze multidisciplinari e olistiche; si persegue il raggiungimento di uno sviluppo che integra aspetti cognitivi, motori ed emotivi, in modo armonico e funzionale all’ambiente. L’obiettivo è la riuscita e il successo in funzione dello scopo lasciando ampio spazio all’interesse, all’intenzionalità e alla motivazione. Il punto focale è che ognuno ha i suoi tempi e le sue potenzialità e che non s’indicano le modalità per raggiungere l’obiettivo, ma si forniscono gli strumenti per riprendere o attivare pregresse o nuove competenze.
Seguendo la Psicomotricità Funzionale® si è partiti dalla persona, una signora di trentadue anni con Sclerosi Multipla e passando per il respiro, il primo passo è stato quello di attivare e regolare il sentire favorendo la connessione con il proprio corpo. Sono state osservate e indagate le aree biologiche, cognitive e di movimento, quali criticità presenti, le aree necessitanti di potenziamento e, soprattutto, i punti di forza. Attraverso il corpo, poi, promuovendo l’intenzionalità, creando nuova e continua azione e movimento, si è attivata la scoperta e potenziata la relazione con l’ambiente fisico e sociale. L’interesse, la motivazione e la gratificazione delle esperienze hanno guidato il sistema limbico che ha agito come attivatore della condotta della persona.
Che sia agire o accettare, superare o convivere con una situazione, è importante agevolare il riconoscimento delle emozioni (il ruolo delle emozioni non riconosciute che influenzano i pensieri, le azioni e la parola. La parola “emozione” ha in sé il significato di movimento. L’etimologia della parola “emozione” è da ricondursi al latino emovere (ex = fuori + movere = muovere), letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare.
L’emozione, quindi, altro non è se non un’agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo. Le emozioni sono impulsi ad agire, per gestire in tempo reale le emergenze della vita che danno significato all’esperienza. Le emozioni ci orientano nel rapporto con gli altri e nel rapporto con il mondo. Attraverso esse giungiamo alla comprensione di ciò che vogliamo e possiamo comunicarlo agli altri; quindi emozioni messe in relazione a mente, corpo e movimento), l’attenzione alle parti del corpo che devono essere rese attive e dinamiche per mezzo di molteplici stimoli esperienziali.
Obiettivi
Ambiente/stimolo = utilizzare strumenti sensoriali per creare connessioni afferenti con successive risposte motorie tali da consentire piena disponibilità alle esperienze;
Motivazione = la gratificazione che si ottiene dall’esperienza;
Intenzionalità = la volontà di ritornare a vivere l’esperienza, nutrire la funzione energetico-affettiva e ripartire dal tono;
Obiettivi = nuove possibilità di scambio;
Interesse = sviluppo personale trovando potenzialità;
Aggiustamenti spazio = percepire spazio e rappresentarlo;
Aggiustamento tempo = gradualità, gentilezza verso i propri tempi;
Percezione estero/propriocettiva = lasciarsi andare sentendosi sostenuti;
Respirazione = rieducarla per un adeguato riconoscimento delle emozioni;
Linguaggio = attivare espressione fonica di pensiero e sentimento.
Interventi ed esperienze
- Migliorare percezione di sé attraverso tecniche di distensione muscolare, di rilassamento e di percezione sensoriale per agevolare e promuovere il benessere psico-fisico;
- Motivazione/Intenzionalità;
- Potenziamento psicomotorio e maggiore padronanza dei propri movimenti e del proprio corpo: controllo e armonia dei movimenti e della postura, agendo su situazioni di ipotono (scarsa forza nei movimenti e nelle posture) e ipertono (eccessiva tensione muscolare nei movimenti e nella postura);
- Ripristino e mantenimento di abilità: intervento sulle abilità di movimento e prassiche, come la coordinazione generale, segmentaria, oculo-manuale, oculo-segmentaria, di equilibrio, le abilità cognitive e percettive (emozionali, affettive, dello schema corporeo);
- Mantenere il più a lungo possibile l’articolazione delle parole;
- Respirazione, per educare un adeguato riconoscimento delle emozioni per più funzionali risposte;
- Vocalità, per incrementare la durata della fonazione, migliorare la stabilità dell’emissione vocale, modulare l’intensità e frequenza della voce attraverso un allenamento dei muscoli vocali;
- Articolazione e risonanza, attraverso l’allenamento e il rinforzo della muscolatura per migliorare la capacità di produrre le parole, il ritmo e melodia.
Metodi della Psicomotricità Funzionale® esplorati
- Psicocontatto ed elementi di Body Work® – Metodi di rilassamento e di equilibrio tonico.
- Psicomusica® – Estensione alle attenzioni percettivo-temporali.
- Dinamica Gesto Grafica® Espressività gestuale silenziosa, mimica e posturale.
- Language Dance® – Creazioni e composizioni di un linguaggio danzato.
- Coreografia Corporea® – Espressività corporea con variabili coreografiche, motorie e relazionali.
- Tonematica Comunicazionale® – Linguaggio verbale nel principio sistemico.
Attraverso le esperienze basate sulla stimolazione tattile corporea dello Psicocontatto, metodo ausiliario della Psicomotricità Funzionale®, si può giungere a una più profonda capacità sensoriale, stimolare, con il dialogo tattile, la percezione corporea, raggiungere un equilibrio tonico e l’apertura verso l’ambiente esterno.
Il corpo risultante insensibile al tatto involontario e al contatto volontario, sino a provare disturbo, attraverso la Palla, ha reimparato a respirare. Da questo spazio, apertosi, è ripresa la gioia di risentire, gradualmente, il contatto, lasciando andare tensione e ricevendo piacevolezza psicologica e motoria. La palla è stata l’intermediario fra il dentro e il fuori del corpo, come se avesse insegnato il funzionamento del donare, del ricevere e dell’offrirsi, totalmente, all’istante, senza volere altro che essere nel “qui e ora”. Poiché offrendosi all’esperienza, si può ricevere tutto ciò che serve, e ciò che si cerca, innanzitutto, è dentro e si condivide con tutto ciò che è intorno a noi.
“Lo Psicocontatto permette di abitare il corpo creando occasioni per viverlo e percepirlo pienamente in una esperienza emozionale positiva e piacevole che accorda emozioni e vissuti sensoriali. Il contatto e gli stimoli tattili, con rispetto e delicata attenzione, il macrocosmo e il microcosmo aprono nuova disponibilità alla relazione. Esperienze positive e gratificanti in corrispondenza alla pienezza relazionale, alla spinta energetica – affettiva, idonee per far scaturire il necessario senso di sicurezza, funzioni che, individuate, attivate e messe in rapporto tra loro, intervengono sulla realtà della persona e ne influenzano lo sviluppo”. (G. Pesci, Psicocontatto, 2014 Edizioni ISFAR)
Attraverso la Psicomusica, il Language Dance e le Coreografie Corporee, si è lavorato sulla coordinazione, sull’equilibrio e sulla percezione del tempo e dello spazio. La musica e la danza hanno permesso di esternare le emozioni e l’insieme di creazioni e di composizioni, attraverso il linguaggio danzato, hanno reso possibile espressioni armoniche e la percezione del corpo e della sua bellezza.
È stato possibile rielaborare la propria immagine, gli atteggiamenti, valori e priorità personali, comprendendo che tutto quello che accade al corpo è un messaggio inviato da dentro e dall’ambiente circostante che influenza, fin dalla nascita, in base alle relazioni ritenute positive o negative, le modalità comportamentali.
Con le esperienze tonematico-comunicazionali s’impara che; “Noi siamo mezzo di noi stessi”. Lavorando sulla respirazione e sulle tecniche distensive per l’ansia che comprometteva il tono e quindi il linguaggio si risveglia l’emozionalità, si crea e se ne trae un benessere dato da un equilibrio psico-tonico e si comprende che adattarsi è diverso dal farsi condizionare. Pertanto, la forte intenzionalità e la più efficace risposta alle funzioni biologiche, neurologiche e motorie, hanno aiutato a non sentirsi più vittima, e il dolore e la ferita, provocati da una malattia come la SM e i disturbi associati a essa, sono diventati un’opportunità per riflettere su di sé e tracciare nuove e preziose rotte, con più strumenti, per ritrovare il proprio Nord e da lì, ripartire ogni volta, per nuove mete, consapevoli che è il viaggio stesso a rendere preziosa la vita e che noi stessi lo illuminiamo e orientiamo, essendo la “stella polare”.
Il miglioramento della motricità corporea ha portato delle risonanze positive sulle capacità cognitive ed emotive, e viceversa.
La condivisione di esperienze senso-motorie scovano caratteristiche inespresse fortificando la scelta verso un percorso di consapevolezza e di armonizzazione psicofisica.
Emergono valori e talenti per sperimentare nuove possibilità di essere al mondo, sviluppare nuove idee per migliorare la gestione dello spazio personale.
Le attività che amplificano l’autostima e la percezione del proprio corpo, in situazioni personali e di gruppo, colmano i vuoti lasciati, dalle implicazioni della malattia neurodegenerativa, sulla realtà psicomotoria, sul senso di efficacia e sulla possibilità di vivere senza percepirsi come un malato, tenendo ben presente la necessità di mantenere un contatto costante con il nuovo vocabolario motorio e relazionale acquisito. In questa visione educativa, l’intenzionalità e l’agito, assieme a nuove rappresentazioni mentali e la volontà di poter raggiungere gli obiettivi prefissati nel breve, medio e lungo termine hanno rappresentato la chiave che, attraverso gli aggiustamenti funzionali, ha permesso di aprirsi alle opportunità offerte dalla vita.
